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#running

Monti di Metri, 981 m

Quando arrivo in un luogo nuovo, una delle cose che mi piace fare è esplorarlo a piedi. Se mi capita di viaggiare in una nuova città, amo fare una corsa nel quartiere in cui mi trovo, spesso perdendomi e girando a vuoto prima di ritrovare un punto conosciuto. È il mio modo per immergermi nella nuova realtà e tastarne il polso. Il momento che prediligo è la mattina presto prima delle aperture, quando vi è un'atmosfera più intima, forse anche più autentica. Mi affascina la luce soffusa di quando non è più notte ma non è ancora giorno e la gente comune che si reca al lavoro incrocia i nottambuli che rientrano a casa.

Dopo essermi trasferito a Gordola, la scorsa estate, ho iniziato a percorrere i sentieri del comune per conoscere la zona. Uno dei primi obiettivi è stato raggiungere la frazione di Bazzadée, che mi ha incuriosito fin da subito. Da qualche settimana a questa parte mi sono invece appassionato alla salita da Gordemo ai Monti di Metri: un percorso abbastanza ripido e munito di un sentiero recentemente sistemato.

Primo sole ai Monti di Metri

Le ombre lunghe del primo sole ai Monti di Metri. La temperatura è ancora fresca e delle gocce d'acqua cadute da una pergola formano una pallina di ghiaccio su di un tavolo in pietra.

È domenica, il giorno dello slow-up Ticino, una manifestazione che promuove gli spostamenti con la bicicletta. Si tratta di un bell'evento, al quale ho partecipato spesso. A causa del suo successo, però, le ultime edizioni sono state un po' troppo affollate per i miei gusti. In cerca di un'alternativa meno frequentata, decido di alzarmi in orario e di intraprendere la solita salita ai Monti di Metri. Questa volta percorro in bicicletta il tragitto da casa a Gordemo, qui cambio assetto e affronto a piedi il secondo tratto.

Primo sole ai Monti di Metri

I Monti di Metri sono stati ristrutturati con cura e hanno mantenuto un'atmosfera autentica. Diversi dettagli testimoniano la cura che i villeggianti hanno per questo luogo.

In discesa mi fermo nei pressi della cascina a quota 810 m, dove poco prima mi sono imbattuto in due cervi maestosi. Girovago nel bosco per alcuni minuti alla ricerca di un loro palco, ma non trovo nulla. Ho però la fortuna di incontrare un camoscio che, dopo avermi osservato per qualche attimo, si allontana rapidamente nel bosco.

Verso le 8:30 sono alla panetteria del paese. La commessa, vedendomi in tenuta sportiva, mi saluta augurandomi "Buona pedalata allo slow-up!" Io però sono diretto a casa, per fare colazione in famiglia.

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Partenza in bici. Schemi sul muro di una cascina. Sentiero per Ditto. Dettagli estetici. Autoscatto. Goccia di ghiaccio sul tavolo in pietra. Indicazioni stradali. Vista verso ovest e i 4000 innevati. Euphorbia cyparissias in fiore. Pronti per la discesa.

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