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#cycling

Lago d'Orta

Qualche settimana fa, durante il confinamento, scrivevo che i libri (e le cartine geografiche, per quanto mi riguarda) sono una fonte inesauribile di ispirazione. Negli ultimi anni ho letto diverse storie di persone che hanno viaggiato in bici. Le tre che mi vengono in mente in questo momento sono quella di Jedidiah Jenkins, con il suo viaggio dalla California alla Terra del Fuoco, e altri due libri molto più nostrani, ma non per questo meno interessanti: Malù Cortesi che, con «Un filo d'Iran», ci porta in Medio Oriente a conoscere un Paese e un popolo affascinanti e la storia di Giacomo Facchinetti, partito nel 1926 da Curio con l'intento di completare il giro del mondo in biciletta (morirà nel 1932 in Perù).

Questi e altri libri, oltre a racconti di amici che hanno già fatto questa esperienza, hanno contribuito a mettermi la pulce nell'orecchio e così, tre anni fa, in concomitanza con la nascita di Sophie, ho acquistato la mia prima bici da strada, fino a quel momento mi ero sempre spostato con una mountain-bike, prevalentemente su sentieri. L'obiettivo non dichiarato era quello di andare anch'io, un giorno, a fare un viaggio in bici.

Tetti di Omegna di primo mattino

Prima luce del mattino sui tetti di Omegna, la città di Alfonso Bialetti, inventore della Moka, un oggetto che uso quotidianamente.

Lo scorso week-end ho fatto un primo, piccolo passo verso quello che potrebbe definirsi un viaggio in bici. Mi sono infatti recato a Omegna, sul Lago d'Orta, in sella alla mia due ruote. Niente di molto avventuroso, per andare leggero ho portato con me pochi bagagli e ho pernottato in albergo.

Come prima esperienza in bicicletta è stata molto positiva. Ho apprezzato il fatto di viaggiare da solo, approfittando delle molte ore sui pedali per osservare i dettagli del paesaggio circostante, ma anche per rimettere ordine nei miei pensieri. Sabato sono partito presto così che nelle Centovalli ho incontrato pochissime auto, mentre tra Domodossola e Gravellona Toce ho sfruttato alcuni chilometri di pista ciclabile (in parte sterrati) e le strade secondarie.

Dopo una visita al Sacro Monte d'Orta e la notte a Omegna, domenica ho fatto rientro a casa passando a sud del Mottarone, per poi raggiungere Stresa e in seguito Intra, da dove mi sono imbarcato per Laveno. Da qui ho proseguito lungo la litoranea fino in Gambarogno e poi a Tenero.

Un breve viaggio in bici, molto più corto di quello di Jedidiah Jenkins, meno esotico di quello di Malù Cortesi e meno avventuroso di quello del Facchinetti... ma pur sempre un primo passo, chissà che in futuro non ne arrivino altri.

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Intragna. Prima tappa, seconda colazione: Re. Pausa alla Madonna di Loreto. Fiume Toce. Passerella sul Toce a Ornavasso. Sacro Monte d'Orta. San Quirico. Omegna. Lago d'Orta all'imbrunire. Pescone. Pausa alla Madonna del Sasso (non quella di Locarno). Isola Madre vista da Gignese.

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