LoLa 2026 e Pietro Gambadilegno
Gambe dure come il legno, temperature torride e un percorso impegnativo sono gli ingredienti per una giornata ostica.
di Lorenzo Clementi |
Commenti |
Immagini |
Tempo di lettura: 1 - 2 min
In Topolino, il fumetto che mi ha accompagnato per anni durante l'infanzia e l'adolescenza, il personaggio di Pietro Gambadilegno rappresenta un fuorilegge, antagonista dello stesso Topolino. Malgrado venga rappresentato con due gambe normali, il nome di Gambadilegno domenica scorsa mi ronzava in testa costantemente, durante la skyrace Lodrino - Lavertezzo.
L'espressione la dice tutta: già dall'inizio mi rendo conto che ho le gambe di legno, non è giornata. Gli eccezionali paesaggi di montagna e l'ambiente della gara mi spronano però a stringere i denti per arrivare al traguardo di Lavertezzo.
In effetti, la sensazione di avere le gambe di legno è quella che descrive meglio quanto ho provato durante tutta la gara, che per me, quest'anno, è stata di pura sofferenza dal primo all'ultimo metro. Dopo il risultato più che soddisfacente nell'ultima edizione, mi ero preparato al meglio, o almeno così credevo. La speranza era quella di riuscire per lo meno a eguagliare il tempo dello scorso anno. Nulla di tutto ciò: ho tagliato il traguardo con poco meno di un'ora di ritardo rispetto a quanto immaginato.
Domenica, semplicemente, le gambe non andavano. Sebbene a livello di fiato e di energia mi sentissi in forma, ho capito già dopo pochi minuti che l'unico obiettivo realista fosse quello di arrivare in fondo. Ho stretto i denti, inserito le ridotte e cercato di limitare i danni.
A distanza di qualche giorno, smaltita almeno parzialmente la delusione per il risultato cronometrico, rimane un pizzico d'orgoglio per aver portato a termine una gara impegnativa in una giornata molto calda. Un ringraziamento particolare va all'organizzazione, ai volontari e ai fotografi che, al pari degli altri anni, hanno reso l'evento impeccabile sotto ogni punto di vista. Anche il pubblico, numeroso e caloroso, mi è stato di grande aiuto.
Tutte le foto di questo post sono dei fotografi ufficiali Anya Censi, Armando Rathey, Daniele Maini e Mauro Cantamessi: a loro va un ringraziamento speciale.
