Pilon
Salita al Pilon (nome usato dai locals per designare la Punta di Larescia), con partenza da Camperio.
di Lorenzo Clementi |
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Accendo il computer, inserisco la scheda di memoria e scarico le fotografie scattate il mattino: quando visualizzo la prima sono sorpreso. Quando le ho viste tutte, deluso. Devo aver manipolato in modo errato la macchina, fatto sta che le foto sono tutte sfuocate e sovraesposte. Avrei dovuto verificare il risultato immediatamente al momento dello scatto. Non l'ho fatto per un semplice motivo: ero assorto, ammirando il paesaggio attorno a me.
Vista sul Pizzo Molare, da una delle finestre del Nido d'Aquila, il caratteristico bivacco situato sulla Punta di Larescia.
La salita al Pilon (nome con cui viene chiamata dai locals la Punta di Larescia), con partenza da Camperio, offre scorci magnifici: dapprima verso il Sosto e il paese di Olivone, ancora nell'ombra. Poi, salendo, verso l'Adula, le montagne della Greina, la zona del Lucomagno. E, dal lato opposto, la conca del Nara, la bassa valle e il Matro.
La strada, battuta dal passaggio delle motoslitte (e dal gatto delle nevi?) è innevata fino in capanna. Io la lascio poco prima del rifugio, precisamente alla frazione di Piancassinèla, dove imbocco la valletta soleggiata a nord delle cascine. Prima, però, faccio una pausa per la colazione. Il bosco di larici è rado, il silenzio rotto soltanto dallo sbattere d'ali di un fagiano di monte che prende il volo.
Il Nido d'Aquila, sulla cima, è curato e ben tenuto. Seduto sulla panca all'interno, guardandomi attorno, percepisco l'amore verso questo luogo di chi se ne occupa... e, fortunatamente, anche di chi lo visita. Le temperature sono miti e il sole splende ormai da due ore: lo strato superficiale della neve, rigelato durante la notte, inizia a inumidirsi. È il momento ideale per la discesa, le condizioni sono eccellenti e poco prima delle 10 mi trovo di nuovo alla macchina. La mente, invece, indulge ancora per un po' tra le montagne che ho ammirato dalla cima — stupende, sebbene le mie fotografie non rendano loro giustizia.
