Seoul
Due settimane nell'immensa capitale sudcoreana.
par Lorenzo Clementi |
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Un viaggio a Seoul non era veramente nei piani della nostra famiglia fino a poco fa ma, approfittando del fatto che mio fratello lavora e vive lì, eccoci su un aereo diretto in Corea del Sud.
Abbiamo trascorso due settimane in questa città enorme, senza mai avere l'impressione che fosse caotica. Al contrario: tutto è ben organizzato e funzionale, dai trasporti pubblici (bus, metropolitana) ai numerosi parchi e boschi urbani, passando per il riciclaggio dei rifiuti e l'organizzazione dei cantieri stradali, solo per menzionare alcuni elementi che ho potuto osservare di persona.
Le piste ciclabili lungo il fiume Hangang sono completamente separate dal traffico veicolare al quale offrono un'alternativa per gli spostamenti in città. Sono molto apprezzate da sportivi, pendolari e turisti.
La città è ricca di parchi e boschi che permettono di fare belle passeggiate all'ombra, spesso su terreno collinoso, usufruendo di sentieri dotati di ogni comfort (bagni pubblici, illuminazione, fontane, eccetera). Un vantaggio non da poco in questi giorni caldi e umidi di fine giugno. Siamo fortunati anche per quanto riguarda l'inquinamento, tallone d'Achille di Seoul. Nel periodo in cui la visitiamo, i valori sono sotto le soglie d'allerta e questo è confermato anche dalla visuale nitida che abbiamo quando saliamo sulla Namsam Tower, nel centro città, o sulla Lotte Tower. Quest'ultima è attualmente il sesto grattacielo più alto al mondo, con i suoi 555 metri d'altezza (la quota di Cagiallo rispetto al livello del mare, per intenderci).
Molto apprezzati anche gli innumerevoli chilometri di pista ciclabile lungo il fiume Hangang: corsie completamente separate dal traffico, perfettamente attrezzate e ben tenute. Vi si mescolano pendolari, sportivi e turisti ed è un piacere fermarsi a riposare nei parchi lungo il percorso.
Abbiamo apprezzato anche la cucina locale, spesso un po' piccante rispetto a quella a cui siamo abituati in Svizzera. Per un vegetariano, come il sottoscritto, è difficile trovare piatti senza carne, la cui presenza è pervasiva. Con un po' d'ingegno e pazienza, un'alternativa si trova però (quasi) sempre e così, dopo due settimane in Asia, torniamo in Svizzera avendo sperimentato gusti saporiti, grattacieli mozzafiato e chilometri di bici lungo il fiume. Ne è valsa la pena!
