Cima di Lago, 2832 m
Salita serale e pernottamento alla Capanna Cristallina con discesa via la Cima di Lago il giorno successivo.
by Lorenzo Clementi |
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«Ma allora non avremo tempo per festeggiare assieme!» — la reazione di mia figlia, quando le annuncio che ho intenzione di partire nel pomeriggio per andare in montagna, non è entusiasta: il 19 marzo è la festa del papà e i papà dovrebbero restare a casa. Iniziano così i negoziati che fortunatamente, con alcune concessioni da una parte e dall'altra, vanno a buon fine. Fosse così anche tra i potenti del pianeta, vivremmo in un mondo più pacifico.
Preparo lo zaino con le cose per la notte perché ho intenzione di salire alla Capanna Cristallina a dormire. Posteggio l'auto ad All'Acqua e mi avvio poco dopo le 15: considerando il giorno festivo in Ticino, pensavo di incontrare altri sciatori, in realtà sono completamente solo, il che non mi dispiace.
Dopo aver tolto le pelli e aver sciato fin sul Ghiacciaio di Valleggia, risalgo al Passo della Cima di Lago, dove mi godo gli ultimi raggi del sole. In breve e su neve pessima, giungo in capanna, che come sempre è confortevole e accogliente. L'ottima cena e il letto comodo mi permettono di riposare perfettamente.
Dalla Capanna Cristallina del CAS Ticino si gode di una vista eccezionale sul Ghiacciaio del Basodino, qui illuminato dalle prime luci del giorno.
Mi sveglio in orario e ammiro affascinato l'alba sulle montagne circostanti: non è la prima volta, ma è sempre un'esperienza mozzafiato. Dopo una lauta colazione mi avvio verso la Cima di Lago: vi sono alcune tracce di discesa, si tratta di sciatori che, il giorno precedente, sono arrivati direttamente dal Ghiacciaio di Valleggia. Devo dunque fare la traccia dalla capanna alla cima, ciò che mi permette tra l'altro di saggiare le condizioni del manto nevoso in vista della discesa.
Dopo un primo tratto di neve cartonata trovo finalmente della bella neve, decido dunque di scendere lungo il percorso di salita. Rimesse le pelli raggiungo nuovamente il Passo della Cima di Lago e poi il ghiacciaio sottostante, dove con piacere incontro il mio collega e amico Matteo. Assieme, risaliamo sul versante nord fin sotto il Poncione di Val Piana. Oggi gli sciatori sono numerosi e tutti ci prodighiamo nel cercare la neve migliore per la discesa, chi sul lato esposto al sole, chi su quello in ombra. Il tratto tra i 2300 e i 1800 m è il più piacevole da sciare, per il resto, cerchiamo di curvare alla bell'e meglio su un sottile strato di cartone che, una volta spezzato, sprofonda fino al ginocchio. Giunti ad All'Acqua, ci godiamo il sole e un buon pranzo sulla terrazza del ristorante.
