Parigi
Dopo tanti anni ritorno a Parigi e riscopro la città anche attraverso la curiosità di mia figlia.
par Lorenzo Clementi |
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Sono stato a Parigi più di una volta da ragazzo e ancora ai tempi degli studi, mai però negli ultimi 15 anni: ritornarci durante le vacanze autunnali è stata una bella riscoperta. Camminando nelle vie della città, ho avuto molte volte la sensazione del flash-back: qui ci sono già stato! Ma partiamo dall'inizio, ovvero dal viaggio in treno dal Ticino, con cambio a Zurigo per prendere il TGV. Comodo e puntualissimo: una sensazione, quella della puntualità, che avevo ormai dimenticato viaggiando sovente in Germania sugli ICE.
Dopo il devastante incendio del 2019, i lavori di ristrutturazione della chiesa di Notre Dame sono ormai a buon punto.
Parigi ci ha accolti con il sole e caldi colori autunnali. Assieme a mia figlia, abbiamo camminato molto e apprezzato i principali monumenti della città. Il suo preferito, senza ombra di dubbio, è stata la Tour Eiffel, che ha voluto vedere come primissima cosa, la sera del nostro arrivo. L'abbiamo ammirata di notte dalla Place du Trocadéro, tutta illuminata, prima di salirci a piedi, il giorno successivo.
Rispetto alla mia ultima visita, ho notato chiaramente la diminuzione del traffico motorizzato e il conseguente incremento di quello ciclistico. Le vie del centro sono più silenziose e la qualità dell'aria nettamente migliore. Bisogna prestare attenzione alle due ruote, in buona parte elettriche, che sfrecciano sulle corsie a loro dedicate. In ogni caso, la città ha sicuramente beneficiato di questo cambiamento: ci si rende conto della differenza quando ci si spinge in periferia, dove ho l'impressione che l'uso dell'automobile sia diminuito in modo meno ecclatante. Ero incuriosito anche dall'annuncio della balneabilità della Senna che, a detta dell'amministrazione comunale, è tornata agibile dopo molti anni. Senza mettere in dubbio le analisi effettuate dagli esperti, il colore delle acque non invoglia particolarmente a un tuffo... ma forse è solo perché siamo abituati alle acque trasparenti della Verzasca.
Artisti al lavoro nella Place du Tertre, sulla collina di Montmartre.
Passeggiando per le strade, da Montmartre ai Jardins des Tuileries, ho esplorato la città anche attraverso le molte domande di mia figlia, alle quali ho cercato di rispondere come meglio potevo. Abbiamo per esempio riflettuto a lungo sul perché molte delle persone senza fissa dimora sono accompagnate da un cane.
A inizio novembre, la città non era affollata di turisti: ce n'erano, ovviamente, ma non abbiamo mai avuto la sensazione che fossero, anzi, che fossimo troppi. Abbiamo così trascorso cinque giorni immergendoci nella vita parigina. Una realtà nuova per mia figlia e un piacevole ritorno per me. Viviamo in un luogo stupendo, il Ticino, ma di tanto in tanto è bello e importante spingersi oltre la soglia di casa per conoscere cosa c'è fuori dai nostri confini.

